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Le origini dell'astronomia e il suo legame con l'arte sono molto antiche e risalgono alla civiltà babilonese, quando si cercavano gli allineamenti stellari calcolando le loro conseguenze sui destini umani.[*] Gli antichi egizi poi crearono una cosmogonia dove il mondo era contenuto all’interno di una sfera celeste nella quale trasferirono tutti gli elementi zodiacali di Babilonia mescolandoli alle loro specificità culturali. La Luna era allora identificata con il dio Osiride Aah. Il vero passo in avanti verso una scienza astronomica, avvenne in Grecia intorno al 130 a.c. quando Ipparco, basandosi su antichi dati babilonesi, scoprì che la volta celeste si muove intorno alla terra in base a un'oscillazione della Terra.
La cosmogonia greca portata avanti da Pitagora e dai pitagorici e poi da Aristotele, dura diciotto secoli, confluendo anche nel mondo romano e cristiano.
La terra è fissa e immobile al centro dell’universo, che le ruota intorno suddiviso in un mondo sublunare imperfetto e corruttibile e in un mondo sopralunare perfetto ed eterno. Questa è la concezione aristotelica-tolemaica che Galileo osa controvertire con la teoria del moto dei corpi celesti che lo porta al celebre processo. Il suo rivoluzionario Sidereus Nuncius contiene anche acquerelli realizzati osservando la Luna, descritta come un ammasso craterizzato di elementi e non più come un deale globo di perfezione. |
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