Agatha Christie: il gusto è servito
Il 12 gennaio 1976 moriva la scrittrice britannica ideatrice di Poirot e Miss Marple, regina del giallo e buongustaia
di Maria Luisa Basile
9 Gennaio 2026
Agatha Christie, regina del giallo di cui il 12 gennaio si celebrano i cinquant’anni della scomparsa avvenuta nel 1976, fu anche buongustaia e cuoca appassionata come rivela l’amore per il cibo trasposto con generosità nei suoi romanzi e non di rado usato come arma del delitto.
Ghiotta sin da bambina di Panna e More, da adulta la scrittrice alimenta la curiosità per il cibo anche attraverso i viaggi intorno al mondo compiuti con il primo marito, l’archeologo Archibald Christie. Sud Africa, Australia, Nuova Zelanda, Hawaii (dove assaggia frutta e svariati tipi di banane, anche se è un’altra tavola, quella da surf, ad appassionarla, tanto da essere la prima donna occidentale a fare surf in piedi) ispirano le trame esotiche dei futuri romanzi e gli ingredienti di alcuni piatti tratti dalle specialità locali, come un certo gusto per i sapori piccanti e l’uso delle spezie presenti insieme a rum e ponche in A Caribbean Mystery (Miss Murple ai Caraibi).
Il cibo si presta inoltre a divenire un buon tramite per l’attuazione di delitti discreti travestiti da incidenti fortuiti. Poco avvezza all’uso di armi da fuoco ma dotata di grandi abilità nell’alchimia gastronomica, la Christie sceglie volentieri il veleno introdotto nel cibo come causa della morte nei suoi gialli. Con il vantaggio di poterlo inserire “a tradimento” dove meno te lo aspetti, anche negli apparentemente innocui zuccherini con i quali si decora il Pudding (ricetta nella quale eccelle Miss Marple come la stessa Christie), nella marmellata che gli inglesi amano in particolare all’arancia con le scorzette, o in una tazza di tè.
I celebri alter ego dell’autrice Hercule Poirot e Miss Marple sono buongustai e cucinieri apprezzabili.
Poirot rivela a ogni indagine gusti raffinati che lo portano ad apprezzare la gastronomia francese e del Belgio natìo: la Crème de menthe, le Ostriche, i grandi vini francesi, l’Aragosta (di cui era ghiotta anche l’autrice come raccontiamo nell’Itinerario che le abbiamo dedicato, e da gustare insieme a un menu interamente intitolato ad Agatha Christie, nel Pub Offshore a Torquay, nel Devon, magari dopo aver visitato Greenway House, la sua residenza estiva in stile georgiano) e la cioccolata, presente con un ruolo chiave nel romanzo di addio Curtain: Poirot’s Last Case (Sipario). L’investigatore dagli inconfondibili baffetti arricciati dimostra invece poco entusiasmo per la cucina della Gran Bretagna, rea di trattare “le faccende gastronomiche con una indifferenza delittuosa”.
Sempre teso alla perfezione, Poirot ha una fissazione per le uova, in omelette con un buon vino e alla coque a colazione, quando pretende siano presentate in una coppia dalla fisionomia perfettamente identica (dettaglio nel quale eccelle la colazione cinematografica di Murder on the Orient Express (Omicidio sull’Orient Express), tra elogio della simmetria e spregio del caos.

Greenway House è l’amata casa di vacanza della famiglia di Agatha Christie. La dimora in stile georgiano e i rigogliosi giardini ornati di ortensie, camelie, magnolie, rododendr, sono di ispirazione per l’ambientazione di numerosi romanzi della Christie. Oggi è di proprietà del National Trust e visitabile.
Il tè preferito da Agatha Christie è il cream tea e la stessa Miss Marple, la first lady of crime, l’eroina di tanti misteri risolti con arguzia e spirito d’osservazione, quando non sorseggia un bicchierino di Cherry brandy fatto da lei “con una vecchia ricetta della nonna” o dell’aperitivo britannico per antonomasia apprezzato sin dall’era elisabettiana e ora tornato in auge, lo Sherry (ma il suo mobiletto dei liquori include anche grappa di prugne fatta in casa whisky, nocino, Porto e il sifone di soda), è associata a porcellane vecchia Worcester, pasticcini e tazze fumanti servite all’afternoon tea nel cottage circondato dal magnifico giardino coltivato con studiato stile naturale.
At Bertram’s Hotel (Miss Marple al Bertram Hotel) offre un’immersione totale nella tradizione inglese, anche gastronomica. L’albergo londinese di fantasia ma forse ispirato al Brown’s Hotel, vanta infatti di mantenere un aspetto d’epoca edoardiana e di offrire “i piatti che si mangiavano una volta”. Chi lo gradisce, vi può trovare “la tradizionale colazione all’inglese” a base di “aringhe affumicate, rognone e pancetta, selvaggina, prosciutto di York, marmellata di Oxford”. Nell’offerta gastronomica rientrano poi “vere” tartine, torta al cumino, carne di manzo e di montone e “un delizioso pudding cucinato come una volta”, con contorno di aristocratici decaduti e squattrinati discendenti di grandi famiglie che concorrono a creare un’impagabile atmosfera.
La consuetudine di Miss Murple con il delitto si mescola all’abilità di cuoca sia nelle preparazioni pasticcere sia in ricette salate affatto banali che la portano a mettere in tavola cene deliziose nel racconto 4.50 from Paddington (Istantanea di un delitto) portato sullo schermo con il titolo Assassinio sul treno dalla vulacanica Margaret Rutherford (attrice britannica e premio Oscar talmente brava nel dare vitalità al personaggio di Miss Marple che la Christie, sua ammiratrice, le dedica un titolo della serie). Nel romanzo si cita il Roast beef, piatto caposaldo della cucina inglese, e nella trama del film si mescolano profumate zuppe di funghi cucinate con ingredienti rigorosamente freschi e genuini, anatra e riso al curry (spezia sulla quale cadono i sospetti come causa di un avvelenamento) e dolci di rustica bontà ai quali lei stessa non sa resistere come la Torta al miele.
Anche Scones e Crumpets fanno capolino dalle scene del delitto, in voluto contrasto con il loro aspetto di paffuti paninetti al burro e fragranti focaccine. In A Pocket full of Rye (Polvere negli occhi) uno scones al miele viene appena sbocconcellato dalla vittima, colta dalla morte prima di riuscire a terminare il dolcetto abbandonato quasi intonso accanto alla tazza di tè. Citazione all’amore per il rito delle cinque della Christie che nella Greenway House del Devon e a Londra serviva la propria ricetta degli scones accompagnati dall’adorata Clotted cream – una panna molto densa originaria del Devonshire – e marmellata di fichi del giardino.
Infine un Cosciotto d’agnello aleggia in A Murder is Announced (Un delitto avrà luogo) pur senza essere realmente presente. È una citazione al racconto di Roald Dahl intitolato appunto Cosciotto d’agnello, fonte di ispirazione per la Christie ma anche per Jessica Fletcher, la Miss Marple contemporanea portata sul piccolo schermo dall’attrice britannica Angela Lansbury che in un episodio di Murder she wrote racconta a una platea di studenti della donna che uccide il marito con un cosciotto di agnello congelato poi cucinato e servito a chi investiga sul caso. Parafrasando Hitchcock che a sua volta attinge all’espediente ideato da Roald Dahl per un episodio della sua serie tv Alfred Hitchcock presenta, questa volta la soluzione del mistero è proprio sulla punta della lingua.


