Ore Alain Ducasse a Versailles

Dai riti golosi del giorno agli speciali "Grand dîners" evocativi della tavola del Re Sole

di Maria Luisa Basile

Fotocortesia ORE ©️ Ilya KAGAN

2 Dicembre 2025

La passione per il bello in tutte le sue forme Luigi XIV la eredita dal cardinale Mazzarino. Palazzi e castelli, gioielli e stoffe, marmi e giardini, esotici serragli e rarità botaniche, tutto trova espressione in quel capolavoro di architettura, eleganza ed etichetta che simboleggia il regno del sovrano: Versailles

L’edificio originario è un padiglione di caccia voluto dal padre. Luigi XIV vi entra per la prima volta a tredici anni, tornandovi poi per l’arte venatoria e gli amori con la prima delle grandi favorite, Mademoiselle de La Vallière e infine scegliendolo come sede della corte al posto del Louvre, ordinando gli ampliamenti che avrebbero trasformato l’edificio alle porte di Parigi nella residenza reale tra le più fastose del tempo, modello per molte altre. La corte vi si insedia ufficialmente nel 1682 rimanendovi fino alla rivoluzione francese.

I ciclopici lavori per la creazione della reggia di Versailles iniziano nel 1662 e durano quarant’anni. Eseguiti secondo il gusto del re che ne vigila ogni dettaglio, sono affidati ai celebri architetti Le Vau e Mansart.

Il genio di Le Nôtre si dedica ai giardini, altra grande passione del Re Sole, ideando un magnifico e immenso disegno geometrico nel quale si inseriscono lunghi viali, filari di alberi, boschetti romantici, specchi d’acqua, maestose fontane intorno a spazi da ballo en plein air e al Grand Canal con tanto di gondole donate al re dalla Serenissima insieme a gondolieri veneziani e una galea. 


Nella reggia di Versailles tutto deve esprimere magnificenza e sfarzo: mobili in argento massiccio, arazzi, broccati, marmi policromi, soffitti affrescati, stucchi, specchi, oro zecchino concorrono a creare una generale impressione di fastosità che accoglie – e impressiona – l’ospite sin dall’ingresso e deflagra nella Galerie del Glaces, la Galleria degli Specchi già magnificata dalla marchesa di Sévigné come “una bellezza regale unica al mondo”. Qui passeggiavano i nobili in attesa della comparsa dei reali e da questa realtà fastosa sarebbe poi fuggita la regina Maria Antonietta, decisa a evadere dall’etichetta.

Uno studio particolare è dedicato alla Chambre du Roi. Non solo il letto reale è delimitato da una balaustra in argento vegliata giorno e notte da valletti, ma la posizione della stanza è scelta con particolare cura.
La Camera del re si trova esattamente al centro delle direttrici del palazzo e dei viali, là dove al mattino brillano i primi raggi del sole. Una scelta ragionata e volta a glorificare il sovrano che, conosciuto come Re Sole, si identifica nell’astro dorato e lo colloca nel proprio stemma. Un sole fiammeggiante e il motto Nec pluribus impar, (splende come il sole). 


Luccichio che caratterizza anche l’alchimia di luminosità ed eleganza del ristorante Ore Ducasse au Château de Versailles, collocato nel padiglione Dufour

Durante il giorno è un elegante caffè contemporaneo aperto a tutti i riti della giornata e la sera diventa talvolta teatro di grands dîners, scenografici banchetti evocativi del sontuoso cerimoniale reale.

Speciali menu sono creati attraverso studi sullo spirito della cucina dei secoli d’oro della reggia, realizzati con ingredienti disponibili all’epoca del Re Sole e attualizzati anche in chiave tutta vegetale e serviti da personale in livrea.
Ore, dal latino bocca, è un’eco dei piaceri del palato connessi all’arte di vivere francese come pure al servizio della Bouche du Roi, la preparazione dei pasti serviti a corte. Del resto nutrire i propri contemporanei è la missione dichiarata da Alain Ducasse che ai gourmet francesi e soprattutto stranieri in visita a Versailles propone una cucina facilmente leggibile, golosa, moderna ma sempre riconducibile alla tradizione francese, a partire da Paté di foie gras d’anatra in crosta, Suprême di selvaggina e piatti del desiderio come Coquillettes jambon, Comté, truffes noires e perfetti soufflé.

La regina Marie Leszczyńska moglie di Luigi XV alla quale è dedicato il rito del tè a Ore

Piacevole rito pomeridiano è il Thé de la Reine Marie. Si tratta di un omaggio alla regina Marie Leszczyńska, sposa di Luigi XV e amante dei dolci oltre che delle arti. Dalle 15.00 alle 17.00, a partire da cinquanta euro a persona, le Goûter de la Reine è immaginato come una raffinata sosta dolce e salata (anche come aperitivo, insieme a un cocktail), costellata da una selezione di bouchées sucrées e di ghiottonerie salate ideate al ritmo delle stagioni: Lobster roll, Croque-monsieur, Chou praliné, Versaillaise alla frutta… servite in delicate porcellane dell’Antica manifattura reale di Limoges.

Nelle fine di settimana dell’estate, quando nei giardini va in scena il sontuoso spettacolo delle fontane illuminate, il ristorante apre a cena il sabato con Menu degustazione dedicati a prezzi accessibili.

 

Indirizzo

Ore Ducasse au Château de Versailles 

Pavillon Dufour, Primi piano, Ingresso dalla cour des Princes

Place d’armes, Versailles

www.ducasse-chateauversailles.com

tel. +33 130841296

Apertura dal martedì alla domenica

Bassa stagione: dalle h 08.00 alle h 17.30

Alta stagione: dalle h 08.00 alle h 18.30

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