Storia della Vernaccia di San Gimignano Regina Ribelle
Un vino e il suo territorio
Illustrazione MLB
15 Giugno 2025
Lunga vita alla Regina Ribelle
La Vernaccia di San Gimignano non solo è un vino bianco in una regione come la Toscana vocata ai grandi rossi, ma è stata la prima Doc d’Italia a essere istituita. Era il 1966 e nel 2026 si celebrerà un anniversario importante, i 60 anni della Doc e 750 anni di esistenza documentata in connessione con l’identità del territorio di cui porta il nome.
San Gimignano e la viticoltura, storie parallele
Il borgo di San Gimignano, con il suo profilo medievale punteggiato in verticale dalle caratteristiche torri, si inserisce in maniera armoniosa in un verde paesaggio collinare nel quale da secoli si alternano e compenetrano boschi, distese coltivate, cascine, ulivi e viti.
Il connubio fra San Gimignano, la viticoltura e in particolare la varietà tradizionale toscana della Vernaccia è di antica data e molto stretto. Lo testimoniano documenti che riferiscono dell’esistenza di terre vignate presso la “corte de Gemignano” sin dal 1032. All’epoca etrusca risale la viticoltura della zona, come si desume dalle tracce archeologiche, e del vitigno Vernaccia si inizia a parlare dal 1200, contemporaneamente allo sviluppo della produzione e della commercializzazione del vino di San Gimignano, destinato a rappresentare per secoli la principale attività agricola ed economica locale.
Legame con il territorio ribadito dalla Presidente del Consorzio Irina Guicciardini Strozzi alla presentazione di “Regina Ribelle 2025”“Regina Ribelle 2025” avvenuta al Museo di Arte Moderna e Contemporanea Raffaele De Grada di San Gimignano. Fra le mura dell’antico palazzo e godendo della vista sul profilo turrito del borgo toscano, è avvenuta la degustazione dell’anteprima Vernaccia di San Gimignano DOCG 2024 e Riserva, con un tasting complessivo di 80 vini.
Gli splendori della Vernaccia di San Gimignano durante Medioevo e Rinascimento, la celebrazione di letterati e artisti come Dante, Boccaccio, Chaucer, Buonarroti
La Vernaccia di San Gimignano si identifica con la storia della città toscana di cui porta il nome, nella buona e nella cattiva sorte. Nel Medioevo e nel Rinascimento il borgo conosce un fiorente sviluppo legato alla posizione strategica sulla Via Francigena e ai commerci legati al suo percorso. Si disegna allora la peculiare fisionomia turrita che nelle 72 torri esprimeva una ricchezza e magnificenza testimoniate ancora oggi dalle 13 torri rimaste come a custodirne il patrimonio storico artistico. Il Rinascimento vede la Vernaccia di San Gimignano conquistare l’Europa, insediandosi sulle mense e nei banchetti di agiati mercanti e dei personaggi illustri e potenti dell’epoca. Lorenzo de’ Medici, Ludovico il Moro, Papa Paolo III Farnese, Cosimo I, tutti amano la Vernaccia di San Gimignano, celebrata da letterati, scrittori, poeti e artisti. Dante, Piero de’ Crescenzi, Cecco Angiolieri, Boccaccio, Folgòre da San Gimignano, Franco Sacchetti, Eustache Deschamps, Jean Froissart, John Gower, Geoffrey Chaucer, Giorgio Vasari, Michelangelo Buonarroti il giovane, ne rafforzano la fama di vino pregiato congiunto al luogo di produzione.

Declino e rinascita della Vernaccia di San Gimignano dal ‘700 al ‘900
Il declino inizia nel Settecento, per un cambiamento nel gusto che non privilegia più i vini bianchi e dà spazio in Europa alle nuove bevande esotiche tè, caffè e cioccolata, creando nuove consuetudini e mode. La Vernaccia di San Gimignano continua a essere prodotta ma in quantità sempre più ridotte e mescolate nell’Ottocento ad altre uve per la produzione di “vino comune”, fino alla rinascita del Novecento. Negli anni ‘30 il dottor Carlo Fregola Reggente della Cattedra Ambulante di Agricoltura di Colle di Val d’Elsa è un convinto sostenitore del potenziale enologico dell’antico vitigno capace di restituire un vino «veramente pregevole» e, attraverso una ricerca filare per filare, lo ritrova in quasi tutte le zone del Comune di San Gimignano. I viticoltori della zona sono esortati dall’entusiasta agronomo al recupero della Vernaccia che riprende slancio nel Secondo Dopoguerra, con l’abbandono della coltura promiscua e il reimpianto di nuovi vigneti specializzati degli anni Sessanta.
La Vernaccia di San Gimignano è la prima DOP italiana
Nel 1966 la Vernaccia di San Gimignano è il primo vino italiano a ottenere la DOC Denominazione di Origine Controllata e nel 1972 nasce il Consorzio della Vernaccia, poi Consorzio della Denominazione San Gimignano. Il nuovo slancio quantitativo e qualitativo della produzione gli fa ottenere nel 1993 la DOCG, il massimo riconoscimento della legislazione italiana e il resto è cronaca.
Regina Ribelle
Da alcuni anni la Vernaccia di San Gimignano ha un suo evento dedicato, nato per farla conoscere agli appasisonati di vino e alla stampa specializzata: Regina Ribelle. Degustaizoni, masterclass, visite alle cantine hanno caratterizzato l’edizione 2025 di Regina Ribelle, culminata nella cena di gala a cura dello chef Gaetano Trovato del ristorante 2 stelle Michelin Arnolfo di Colle di Valle d’Elsa. Scenario della raffinata cena, la Piazza del Duomo di San Gimignano cirondata dalle torri millenarie, a sottolineare il legame fra la storia del vitigno e i luoghi di produzione. Nel menu della cena ha brillato il piatto di Cinta senese con asparago e cippollotto primaverile, preceduto da Risotto Riserva San Massimo con zafferano, ossobuco e zucchina in fiore e a conclusione un dessert alla fragola, caramello e vaniglia. Il tutto preceduto e seguito da sofistificati amuse bouche serviti espressi in un itinerario di postazioni nella corte del Palazzo del Popolo e piccola pasticceria, Nel calice la Vernaccia di San Gimignano DOCG in diverse annate di svariati produttori.
Degustazione Vernaccia di San Gimignano annata 2024 e Riserva
La complessità climatica è al centro delle riflessioni con le quali la Presidente del Consorzio Irina Guicciardini Strozzi ha presentato l’annata 2024 della Vernaccia di San Gimignano …continua



