All’Oro Roma
di redazione
19 Febbraio 2009
All’oro e l’alloro… Una leggenda raccontata da Plinio narra che a Livia Drusilla, madre di Augusto, un giorno cadde in grembo da un’aquila in volo una gallina bianca, illesa e con un ramoscello d’alloro nel becco. La piantina aromatica simbolo di gloria e sapienza ambita da poeti e atleti, ha conquistato anche questo elegante locale affacciato sulla via che porta il nome della diva amata da D’Annunzio. Una fogliolina dorata è nell’insegna del ristorante All’oro con la sua piccola sala (l’articolo si riferisce alla prima sede) tutta giocata sui toni dell’oro e del bianco, come una navicella extraterrestre atterrata accanto alle “rusteghe” botteghe di gelato e pizza al taglio affacciate sulla via.

In cucina Riccardo Di Giacinto, chef trentenne che ha cercato insegnamenti e ispirazione nelle cucine dello spagnolo Ferran Adrià, dell’inglese Marco Pierre White e di Alfonso Iaccarino (di cui è stato executive chef al Baby), si diverte e sa divertire, con preparazioni che vogliono stupire senza rinunciare ai sapori della tradizione e del territorio.
I piatti sono allegri, intensi di gusto e ricchi di combinazioni felici che giocano a confondere la vista ma non il palato, come il tiramisù di saporoso baccalà mantecato con schiuma di patate spolverata di vero cacao servito in tazza o il rocher, pralina tromp l’oeuil che al cioccolato sostituisce la coda alla vaccinara e fa una delicata citazione destrutturata agli ingredienti della ricetta tradizionale come sedano e spezie (inseriti “fuori” dal piatto). Il palato si inebria con la quaglia, dal petto farcito in ozio su un purè di patate, alla strepitosa coscetta laccata di miele e nduja.

Sono già un classico i raviolini farciti di mascarpone e bilanciati da ragù di anatra e riduzione di vino rosso, esercizio di equilibrio nel quale si potrebbe forse osare di più, mentre risulta perfetta la spigola porchettata, contornata da lamelle di tartufo e da una golosa citazione alla carbonara che diventa zuppa. Il capitolo dei dolci si apre con il sorbetto di pesca, barbabietola rossa e limone candito seguito dalla bavarese di ricotta tutta morbidezza e rotondità con un cuore asprigno di marmellata di albicocche che non ti aspetti, manto di sbrisolona Mantovana e zabaione ghiacciato alla vaniglia.
Riccardo di Giacinto e All’oro partecipano ad Assaggi di Teatro edizione 2009-2010
Chef
Riccardo Di Giacinto

