L'affumicatura è un metodo di conservazione antico e assai usato per pesci e carni, comprese le carni suine.
La tecnica consiste nell’esposizione degli alimenti al fumo di legno aromatico di varie specie vegetali che variano a seconda delle disponibilità e delle tradizioni locali. Generalmente per l’affumicatura si usano ginepro, rosmarino, alloro, rovere, castagno, faggio, frassino, quercia.
L'esposizione avviene alla temperatura di 80-100 °C per trenta minuti nella affumicatura a caldo e 20-22 °C per cinque o dieci giorni per l'affumicatura a freddo.
Più il trattaento è lento e a bassa temperatura e migliore è il risultato finale.
I pezzi di carne e gli insaccati vengono appesi in locali chiusi verticalmente e ben distanziati fra loro.
Il fumo viene generato in un ambiente separato dalla combustione senza fiamma.
La penetrazione del fumo nella carne è favorita dalla salatura.
Oltre a esaltare l'aroma degli alimenti, il fumo svolge un'importante azione conservante dovuta ai suoi componenti (alla aldeide formica, alla sottrazione di acqua, alla coagulazione delle proteine).
I composti del fumo pericolosi per l'organismo umano (idrocarburi policiclici aromatici IPA) sono presenti in quantità troppo bassa negli alimenti affumicati per essere dannosi. Anche per questo si usano legni bianchi, che hanno bassi contenuti di tannino.
Aforismi gourmet
Quando i porci rrigghiunu, u tempu chiovi
Quando i maiali giocherellano è segno che pioverà
La cuda du porcu si torci ma non si rumpi
La coda del maiale si attorciglia ma non si rompe
Puorc'abbuttu... arruozzola 'u scifu
Il porco ingozzato si rotola nel porcile
(La felicità dell'attimo fuggente)
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- redazione
- 27/10/2008